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mercoledì 3 giugno 2015

Per fare ordine

E' da un po' di tempo che mi girano per la testa alcuni disegni sui rapporti umani, scaturiti da considerazioni personali e osservazioni casuali.
Siccome gli omini (intesi come umanoidi, poi chiunque può vederci un uomo e una donna oppure due donne o due uomini) che donano sangue del post precedente mi sono risultati funzionali, ho deciso di continuare a usarli, mettendoli in situazioni che mostrino qualche aspetto dei rapporti di coppia.

Questa è la prima:



Poi, mentre curavo i dettagli, ho pensato che una gif veicolasse ancora meglio quello che avevo in testa:



E quindi eccola qua.
(Io potrei passare le ore a fissare le linee verdi che compaiono e scompaiono di colpo: sappiate che l'ho messa con ripetizione infinita, regolatevi.)

lunedì 13 gennaio 2014

Ossamuscolicuore



La mostra è questa, per chi volesse andare a vederla.
(io ho amato gli ossicini dell'orecchio).

***

I've always been a bit worried about my small imperfections (such as a leg shorter than the other, an irregular face, a crooked feet toe, cellulite, a double artery in each kidney -well this is nice, instead- and so on), but when I visited the Gunter Von Hagens' "Body Worlds" exhibition, I've seen what's under the skin of each of us. So, now I think that I'm just...perfect and wonderful!

venerdì 6 settembre 2013

Un annuncio solenne: l'Era Della Crema

Ieri ho compiuto 29 anni.
Un giorno prima del mio compleanno ho addentato una pasta alla Nutella per colazione e ci sono rimasta malissimo: mi ha stomacata. Ventinove anni a mangiare Nutella; solo ora faccio due più due e scopro che non mi piace poi così tanto.
L'autodeterminazione passa anche da qui -da una stupida pasta alla Nutella.

Vorrei quindi aprire il mio trentesimo anno di vita all'insegna della Pasta alla Crema: accettando nel mio universo solo le cose che mi piacciono veramente e scartare tutte le altre, evitando dispersioni di energie e sprechi vari, scegliendo consapevolmente, abbandonando vecchie abitudini che ormai è inutile portare avanti.
(sì, ormai la Pasta Alla Crema, nella mia testa, sintetizza tutto questo).



Per cui se venite a casa mia a fare merenda non aspettatevi pane e Nutella ecco.


mercoledì 17 luglio 2013

Chi si rivede

Vado a corrente alternata: ci sono e non ci sono. 
Anzi, provo a tenere una tensione costante, la quale però è molto, molto bassa; come al solito sto facendo la stagione al mare e manca il tempo per attuare tutti gli stimoli creativi che -sempre come al solito- mi riempiono la testa. 

Sto tenendo il ritmo con le #fototessere (ogni martedì, puntuale per la prima volta nella mia vita, credo) perché per quelle gli stimoli non mancano mai (laggente è bellissima, sempre e comunque)...se volete sapere dove sono e che luoghi frequento, andate su mammaiuto.it a sbirciare gli ultimi "scatti".
Tra l'altro i Mammaiuti hanno pure stampato un meraviglioso poster che raccoglie i frame più belli di tutte le fototessere: credo potrete trovarlo a Lucca Comics assieme a un'altra sorpresa che sto preparando (con molta calma).

Infine.

Pilot g-tech su Moleskine



Ho provato a partecipare alla selezione per esporre al Rendez-vous de Carnets de Voyage, a Clermont-Ferrand, ma non sono stata tra le loro scelte. 
Dario invece è piaciuto (è un cazzone e non aggiorna mai il blog, però potete vedere i suoi bei lavori su Instagram, lo trovate come Magogalbusera) , quindi a Novembre andremo là, lui col banchetto e io come turista, a vedere che si dice. 

Io che faccio, nel mentre?
Boh, aspetto.


sabato 15 dicembre 2012

Pollyanna non mi freghi


Ecoline e china su carta da acquerello. Si ringrazia la mia Lettera 32 per il font.


Alle elementari lessi Pollyanna.
Ero giovane e, in puro spirito naif catechistico pensate ai bambini meno fortunati etc, mi piacque il gioco della felicità che Pollyanna faceva e prendeva come stile di vita.
Pollyanna era fondamentalmente sfigatissima e gliene capitavano di tutti i colori, ma lei, per non cascare nella depressione, pensava "bè, sono stata fortunata, dopotutto poteva sempre capitarmi questo e quest'altro!" (dove "questo e quest'altro" erano di volta in volta alternative peggiori alla sfiga che le era capitata).
Dicevo, insomma, che questo giochino mi piacque molto e provai a portarlo avanti in qualche occasione. 
...Non ci misi molto ad accantonarlo bollandolo come grossa stronzata che non funzionava per niente.

Non mi sono capitate grosse sfighe, ma nell'animo ho appena passato un periodo "almeno" e ora so che quando mi trovo a fare spallucce e pensare troppe volte di seguito "beh almeno ho questo / almeno mi è rimasto quest'altro / almeno so fare questo / almeno qualcosa ho fatto e blabla" (in puro stile Pollyanna) non va bene, non va affatto bene perché vuol dire che smetto di essere agguerrita e mi crogiolo nelle cose che già ho (è chiaro che non sto parlando di beni materiali, sì?).

Sbrodolare tutto questo sulla carta mi fa vedere quanto sia brutto trovarsi così, nell'"almeno" vischioso.
L' "almeno" è una dimensione brutta, è una zavorra.
Ciao, io me ne vado dall' "almeno".

****

[Image text: It's like staying - and nothing more / in the routine / in the certainty / Unable to move or take risks / Like being in a bubble full of "already done" and "already said" / "already traced". / It's a thin  threshold / so little to do / and even that little feeling you were able to feel - fades away / you just float, suspended. / So little to do / and then - down / where you no longer feel anything/ just the skin perceives like a light pressure from that liquid atmosphere all around / but no more shrives / or cold or warm or wind. Here, it's like remaining/ carrying on small daily duties/ Focusing on "at least"/ "At least I have" / "At least I am" / "At least I"/ And nothing more." 

When I was 8, I borrowed "Pollyanna" from the school library and read about her Glad Game: at first I thought "Whoa! She is a brave girl! I'll try to play the Glad game, too!", but within a day or two I found out that it was a stupid thing that didn't even work.

A few days ago I was thinking about that Glad Game, because I found me saying to myself "Oh, this thing is bad, bud not that bad: at least I...". 
At least.
When you say to yourself "at least" you are surrendering and resigning: you are glad of what you have (I'm not writing about material stuff, of course), and you don't fight for any more.

So, I took my brush and my emerald Ecoline and I draw about that, pulling that "at least" feeling out of me. I feel better now.

giovedì 19 luglio 2012

E arriva un momento nel quale chiunque si fa questa domanda



Posso trovare un sacco di risposte razionali a questa domanda e ripetermele come un mantra.
Cazzo ci faccio qui?
Guadagno soldini che metterò da parte per l'inverno, così posso dedicarmi solo ai disegni.
Sì, ma cazzo ci faccio qui?
Dai, è una soluzione comoda...lavoro intensamente per 4-5 mesi, e poi per tutto l'anno sono libera!
Ok, ma che cazzo ci faccio qui?
Sono fortunata a poter usufruire di una sistemazione del genere. Fortunatissima.
Ma cazzo ci faccio qui?
Sono fortunata ad avere un lavoro, in un ambiente confortevole.
...Ma cazzo ci faccio qui?
...

Potrei andare avanti all'infinito. 
SO, lo so che tutte le risposte sopra sono valide.

Ma tutto viene neutralizzato nel momento in cui firmo un contratto con una casa editrice che vuole che faccia dei disegni per un libro.

Capite?



Passa tutto, TUTTO in secondo piano.




La mia motivazione viene meno, perché io mi alzo la mattina e bramo solo di sedermi al pc e disegnare, disegnare e disegnare. Lo desidero con ogni muscolo e osso e tendine e legamento del mio corpo, pure con quelli della schiena che soffrono e cigolano con abnegazione. 
La mia testa non pensa ad altro.

E invece.

E invece mi alzo e vado a fare caffè.
Mi dicono che sono carina, gentile ed educata.
Le mie occhiaie, i miei occhi giallastri, il mio colorito muffo, i capelli spenti e la mia aria assente dovrebbero raccontare qualcosa a chi mi sta di fronte, di là dal banco.
"Ma non ci vai mai in spiaggia a prendere un po' di sole, teeee?!"
(no, stronzi, a me la spiaggia tipo allevamento intensivo fa cagare: odio la sabbia, odio la polvere, odio l'appiccicume, odio sobbollire su una sdraio col sole che picchia sulla testa, odio condividere tot metri quadri con altre 948943 persone) 
Ma non importa, un sorriso tante volte dissimula tutto.

Faccio quello che c'è da fare e la parte moderata e razionale mi ripete che sono fortunata.
Faccio caffè - che a me il caffè fa pure cagare - con addosso una maglietta blu - BLU! Io col blu addosso, quando mai?!-

Nel frattempo, provo a pensare a quello che farò una volta tornata a casa, e lì per lì sono tutta contenta perché finalmente, magari, avrò un po' di tempo...
Ma non è vero, perché una volta a casa il tempo sparisce, e io mi ritrovo abbioccata da qualche parte senza aver fatto pressocché nulla di quel che dovevo fare.

E poi mi ri-trovo ad alzarmi per fare caffè.


[scusate, non riuscivo a dormire e non avevo nessuno su cui vomitare questo filo di pensieri]


mercoledì 27 giugno 2012

Cose stupide che succedono a chi diventa grande - parte II


...Ovvero trovarsi a negare le figurine a un bambino perché la raccolta la dobbiamo prima finire noi.
Nessuna pietà, che ci mancavano ancora Piero Pelù e altri 3 o 4 artisti classificabili in "conosciuti" e "chi cazzo è questo? boh" e potevano essere proprio nei pacchetti che il bambino stava chiedendo. TSK.

Comunque l'abbiamo finita, quindi bambini, se volete figurine ADESSO potete chiederle.

Mentre se avete punti che vi avanzano, sappiate che io avrei bisogno di un'oliera, grazie.

***

Let's keep on talking about how being an adult by owing supermarket's fidelity cards...and, at the same time, being a child by collecting the stickers that the supermarket offers you at the end of each shopping session...(no mercy on kids  that ask us to give them our stickers!)


[rapido su sketchbook e photoshop]



lunedì 14 maggio 2012

Le Parigine


Una lamentela doverosa. 

(Sono stata a Parigi a febbraio -si poteva capire da qui-: ho molti sketch e molte vignettine da postare...lasciatemi cominciare con questa, giusto per riprendere un po' il mood della sfigata, che comunque mi calza a pennello).
(Sì insomma non è che nasco tonda e muoio quadrata).

All'inizio avevo scritto "decalogo", ma mi sono fermata a 7 un po' perchè la pagina sotto era già occupata, e un po' perchè sì, insomma, bastano questi 7 motivi per odiare le parigine, no?!

***

Sorry for the italian language in this little comic page... It's about the charming Parisiennes, and how I felt when, during my one-week stay in Paris, I started noticing the differences between me and them) (yes it has been a kamikaze idea).


martedì 13 marzo 2012

Chiamale, se vuoi, frivolezze


Non so se potete capire.

E' da vent'anni che porto i capelli corti o giù di lì. E' da vent'anni che me ne vado in giro ciabattona e cazzona e con le scarpe basse e gli anfibi e i vestiti saccosi.

Non che adesso sia cambiato qualcosa...ho sempre anfibi e ciabatte e vestiti saccosi, però ho anche tacchi. Killer 12, e scusate.

In più, adesso, ho anche i capelli lunghi.
I capelli lunghi! Posso acconciarli!
Posso farci le trecce - le trecce! Oh, Gesù, le trecce...da quanto tempo.

E uno chignon! Sogno uno chignon dalla notte dei tempi.

Posso sembrare più femminile!

Non so se potete capire.

Adesso voglio un vestito bello, come le principesse nelle favole, o come le eroine alla Jane Austen, e poi CIAO, vado a vivere nella mia fantasia, e non mi vedrete più.

[grafite ed ecoline su sketchbook]


mercoledì 15 febbraio 2012

Valli di lacrime



Anni fa, da adolescente psichicamente instabile, mi trovavo nel bel mezzo di un'accesa discussione quando si manifestò gloriosamente il superpotere della lacrima nervosa/accorata/emotiva. La mia interlocutrice osò snobbarmi dicendo ripetutamente che le mie erano lacrime di coccodrillo: beh, ai tempi ero pure manesca (adesso mi farebbe troppa fatica), e stavo per mollarle un meraviglioso, liberatorio ceffone sul muso...ma la sua faccia tosta mi aveva scatenato talmente tanto intimo sgomento che non seppi fare niente di più che starmene lì, pietrificata, a guardarla con gli occhioni sbarrati - i quali, nel mentre, esternavano tutto questo putiferio interiore aumentando copiosamente la lacrimazione.




Insomma ho citato l'esempio qui sopra per dimostrare che questo è un superpotere del cazzo.


[grafite su carta e acquerello] 



venerdì 27 gennaio 2012

Cambiopelle

"Cambiare pelle è sempre salutare, non solo per i cani, i gatti e gli altri animali, ma anche per noi umani. Lo sapevi che perdiamo migliaia di particelle di pelle morta ogni ora? E non ne ha bisogno solo il nostro corpo, ma anche la nostra psiche. Te lo sto ricordando perché sei in una fase particolarmente favorevole per un’abbondante muta psichica. Di che cosa devi liberarti esattamente? Per esempio di vecchie idee che non ti servono più, di abitudini che limitano la tua capacità di realizzare i tuoi sogni, di impulsi che sono in contrasto con le tue intenzioni più nobili e di qualsiasi altra cosa ti impedisca di essere viva e radiosa. Per parafrasare Thomas Jefferson, cambiare eternamente pelle è il prezzo della libertà e della vitalità." (Rob Breszny - L'Oroscopo di Internazionale)









Il tratto del disegno è come la grafia. 


Qualcosa è già cambiato, e la mano è stata la prima ad accorgersene. 
Ma magari fosse così facile come togliersi i vestiti, cambiare pastello, cambiare sketchbook: lì i risultati li vedi subito.



Ma se Rob Breszny dice che va fatto, io ci credo; soprattutto perchè ero arrivata alla stessa soluzione, ma nella mia testa avevo usato una similitudine diversa.
Secondo me Rob mi spia.





[pastelli Caran D'Ache su sketchbook Daler Rowney]

martedì 10 gennaio 2012

Ancora a nudo

*** Prima di cominciare ricordo che dal 20 di gennaio questo blog cambierà indirizzo, e passerà da gwaen.blogspot.com a cartaegrafite.blogspot.com***


***scusate lo spot***


***ho finito, giuro***


***...***


E' appena cominciato l'anno e io sono già di corsa, presa tra consegne e guasti del portatile. Molto bene.


Oggi è stato il primo giorno "leggero"e toh, guarda caso c'era il corso di disegno dal vero.
Pronti, via.











Primi disegni in libertà, riconquista di spazi tutti miei, lontani dai lavori.
Eccomi, a nudo...perchè sarà bene essere sinceri con questo 2012, se vogliamo che sia un buon anno.


[pennellarello pentel e pennarellino stabilo - più acquerello, in alcuni casi- su sketchbook daler rowney]



martedì 27 settembre 2011

Rinco is an attitude


Ho due o tre esempi in mente: la gente con la testa ben piantata sulle spalle ha un'idea concreta del denaro e degli acquisti. Dà un valore alle cose, ha tutto sotto controllo e mai, dico mai, si dimenticherebbe sul banco il suo acquisto appena fatto.

Fortunatamente, era un acquistino di poco valore e quindi vabbè, pace.
Sfortunatamente, era un acquistino di poco valore e quindi, quando me ne sono accorta, non sono nemmeno potuta tornare nel negozio a rivendicarlo, perchè (sono pigra e poi) seh, figurati se se ne ricordavano.

Così, da allora, vivo in uno stato di costante allerta, tipo che ogni tot minuti mi scuoto dai miei pensieri, trasalendo, e smanaccio tutto intorno a me per controllare di non aver lasciato nient'altro in giro: borsa ok, ce l'ho. Cellulare? Ah sì. Sketchbook! Lo sketchbook, eccolo! L'astuccio...sì. Sacchettino dell'ultimo acquisto...sì. Quello dell'acquisto prima...occazz...ah no ok, l'avevo messo nell'altra borsina. Biglietto autobus...è nella tasca posteriore dei jeans...poi...mmm...
...E insomma, via così.

Se non altro mi passo il tempo a fare continuamente questi checkup dei miei possedimenti.

  


lunedì 23 maggio 2011

Non fate come me



Scrupoli, remore = paranoie.
Andare in giro con un carico di paranoie sulle spalle è faticoso; a volte spogliarsi dei vestiti vecchi per partire leggeri può essere la soluzione adatta...ma solo se anche il momento lo richiede. E' che non si ha mai la certezza di quando e quale sia il momento giusto, e ad intimidire è il sapere che in caso di errore si rischia di perdere tutto.


[photoshop e paranoie]

   

lunedì 9 maggio 2011

L'altra notte ho sognato che ero un fantasma


Non ero così, ero sempre io, però ero morta e non potevo toccare nessuno. Non si è trattato di un sogno triste o angoscioso, solo...nostalgico: avevo dispiacere di essere lì e non poter toccare, abbracciare, interagire con tutte le persone che vedevo, come facevo invece da viva.

Ho cambiato un po' le carte in tavola. 
Da Maggio mi sono trasferita in Versilia per fare la stagione, e ciò implica la lontananza dalla mia città e dalle mie radici per un lasso di tempo di 5 mesi. Che sarà mai, mi dicevo, in fondo sono quasi dietro l'angolo e poi c'è skype che tiene tutti in contatto...ma sì, poi ero proprio io a millantare che ad averci l'occasione me ne sarei scappata all'estero col primo treno.
Non pensavo che questo cambiamento avrebbe generato un eco così forte nel mio immaginario...E invece, anche i sogni mi segnalano il mio intimo sgomento.
...Che fuori si fa presto a minimizzare tutto, ma dentro ogni cosa viene filtrata e rielaborata.

Funziona così anche per i disegni.

Dall'acquerello impalpabile sono passata, in questi giorni, ai pastelli ad olio grezzi, ruvidi, materici, e i soggetti che sono venuti fuori in queste prove tecniche sono altrettanto grevi.
"Sono solo prove, devo imparare a impastare bene i colori e ad accostarli in maniera armonica": va bene eh, ma io non ho mai usato colori sparati e acidi come questi. 


Ho l'handicap di un animo che è peggio di un sismografo.

.


[pastelli ad olio su cartone da cartonnage, che ho provato a sfumare -con scarsi risultati- con olio di lino tramite pennello piatto a setole dure. Devo imparare ad amalgamare meglio i colori, e giocare di più con gli strati. Ho caricato le immagini ad alta risoluzione perchè mi piaceva il dettaglio delle irregolarità della superficie]